Fuori da Loano, tra gli ulivi liguri, sorge il Santuario
dei Ss Cosma e Damiano dal bel piazzale semicircolare,
contornato da cipressi secolari. Vi si arriva facilmente
superando Monte Carmelo a sinistra e la Chiesa delle
Rolandette, percorrendo via S.Damiano. La struttura è una
ricostruzione del ‘600 su un precedente edificio
a navata unica. Scendendo si incontra il sentiero per
Bric dei Cinque alberi (castelliere preromano).
Loano venne fondata lungo il tracciato della Julia
Augusta che da Vado Ligure arrivava fino alla Francia.
Sono quindi moltissime le testimonianze di quel periodo
e i sentieri che gravitano nell’area dell’entroterra.
Va citato il viale degli eucaliptus da cui parte la
collina. Proseguendo lungo la Valle del Nimbalto si
incontra la Frazione di Verzi (segnavia due quadrati
rossi) formata da otto borgate (Case, Borgarino, Isola
inferiore e superiore, Molini, Quarzi, Castagnabanca).
Merita una visita la Parrocchia intitolata a Nostra
Signora delle Grazie e alla Natività di Maria.
L’edificio religioso risale al 1471 e nel tempo
ha subito diversi interventi che ne hanno modificato
gradualmente l’aspetto. Oggi ne rimane la versione
secondo lo stile architettonico barocco. Da vedere
la statua della Madonna. Da qui per la Chiesa di S.Martino. Passando per le Cascine Corma (vasca
in cemento per irrigazione) e Provvidenza (accanto
al Rio), si arriva al parcheggio e alla teleferica
per il rifugio di Pian delle Bosse. Un sentiero ed
emerge la struttura gestita dal Cai di Loano (48 posti
letto, ristoro). Il percorso fa parte del Sentiero
delle Terre Alte. Si possono raggiungere le palestre
di roccia (Rocca dell’Aia, torrione di quarzite,
e Scoglio del Butto) o la vetta del Monte Carmo (per
il Bric Pratello e il Giogo di Giustenice oppure il
sentiero di cresta). I due percorsi si intrecciano:
passando da Rocca dell’Aia, Costa Sellette (rifugio
privato "Amici del Monte Carmo"), Monte Carmo.
Oppure, sempre partendo da Loano, a piedi o in bicicletta
si accede al Santuario di Santa Libera e a Verzi (circa
due ore). Le colline sono coperte da una ricca vegetazione
sulla quale dominano le coltivazioni d’ulivo.
Numerosissime le specie d’uccelli: fringuelli,
cardellini, storni, merli, gazze, beccacce. Senza dimenticare
il gabbiano ligure che sorveglia la costa (potrebbe
essere allestito un museo naturalistico a Palazzo Doria).
Da Loano è possibile raggiungere le Grotte di
Toirano (circa 70), conosciute sin dal 1519. La Grotta
della Basura (strega in dialetto) conserva impronte
dell’Uomo di Neanderthal, inoltre sono frequenti
fenomeni calcarei (come stalattiti e stalagmiti) e
cavità scavate nella roccia (come "Sala
Morelli", "Corridoio delle Torce", "Laghetto", "Cattedrale" e "Cimitero
degli orsi").
A Toirano si può visitare il Museo etnografico
della Val Varatella (orario 10,00-13,00/15,00-18,00),
sistemato nelle scuderie di Palazzo Del Carretto. Il
Museo offre circa mille pezzi legati alla coltivazione
dell’olivo (aratri, attrezzi per la potatura,
frantoi), per ripercorrere le storie e la vita dei
campi dal XVII al XX secolo. Nove le sezioni: dalla
fienatura (falci, rastrelli) ai laboratori del fabbro
e del falegname, dalla via domestica (ricostruzione
cucina e camera da letto del ‘800) al costume
(uno femminile per la festa e una cappa della Confraternita
dei Discliplinati di Toirano). Sopra Tovo S.Giacomo,
si può fare un salto al Museo dell’orologio
monumentale "G.B.Bergallo" con esemplari
che partono dal XVIII secolo oppure a Boissano, la
cui fondazione leggedaria fu attribuita nel Medioevo
a S.Pietro di ritorno da Antiochia. Vi rimane la Cappella
di S.Pietro di Varatella, appartenuta ai Banedettini,
poi ai Certosini (1316). |